martedì 11 ottobre 2011

“Get myself arrested” Gomez 1998




Mentre mi avvio verso l’ufficio sfilo dalla cartellina la foto della ragazza. Provo ad immaginare la sua voce, come sorride. Come mangia mentre discute a tavola. Due sono le cose importanti delle donne, come camminano e come mangiano. Da come camminano si capisce come sono a letto, ma da come mangiano si capisce come si relazionano agli altri. Ci sono quelle che sono talmente impegnate sul loro piatto che a stento alzano gli occhi, egotiche al punto da ridurti ad accessorio da portare in giro fino alla stagione successiva. Quelle che per sembrare interessate non toccano cibo, e continuano a tirar su e giu’ la forchetta senza mai portarla a destinazione, talmente rose dall’ansia di avere un compagno da dimenticare il loro sostentamento. 

 
Fantastico un po’ su come potrebbe essere il nostro primo incontro,poi viro un po’ sulla fantasia erotica e quasi senza accorgermene me la immagino sulla scrivania del mio ufficio, mentre lei mi chiede di non far vedere le foto a suo marito, anzi no,non le interessa del marito, vuole scappare, scappare con me, mentre mugola e mi stringe le cosce sui fianchi…
      - Boss!
      - E che cazzo Marika…ma che ci fai qui? E’ domenica.
       - Che ci fai tu qui? Io vengo sempre la domenica. Studio, c’è internet, è tranquillo.
In effetti la catacomba a tranquillità va forte.
-       Che è quello?
-       Niente, un lavoro…
-       Che lavoro?
-       Storia lunga
-       Guarda che vanno sistemate le foto per la campagna delle mele, e mi ha telefonato Jessica per il lavoro con Maradona.
-       E tu che ne sai?
-       Ci sentiamo sempre, quando vai alla Brasi e Ori?
La società segreta delle stagiste sa sempre tutto, soprattutto se sono campane.
      -  In settimana.
-  Devo chiamarti Bambi?
Bambi è una sorta di assistente sul campo, un ragazzone di 120 chili, fuoricorso da almeno 7 anni con la passione viscerale dei fumetti e della fotografia.
Conosce i lavori di fotografi per me emeriti sconosciuti, si entusiasma per un taglio di luce, commenta ad alta voce.
Davvero molesto, ma a ottimo mercato e pure bravo. Una volta gli ho persino chiesto perché non si mettesse a fare il fotografo in proprio. Mi ha risposto che gli avrebbe preso troppo tempo allo studio.
-       Digli che questa settimana ho bisogno di lui
-        Guarda che questa settimana ha un esame…
-       Ma se ha smesso di frequentare il millennio passato.
-       Si, ma ha detto che questa volta vuole finire.
-       Digli che gli do trecento euro, cento subito, e il resto a lavoro finito.
-       Sei una merda.
-       Mors tua , vita mea.

Lascio l’ufficio con un bel sorrisetto soddisfatto stampato in faccia, con duemila euro in tasca e con la convinzione che almeno per un paio di mesi, ho svoltato.Se mi tolgo i trecento da dare a Bambi per starsene appostato, un centinaio per le spesucce e un altro per benzina e affini mi rimangono tremilacinquecento tondi tondi, qualche mese di affitto e qualche serata di bagordi. Ottimo.


Se fossi veramente bravo farei fare tutto a Bambi e me ne starei a panciolle ad incassare.

Secondo i parametri dell’allegra sinistra italica sarei uno sfruttatore, per i piu’ benevoli solo un ingranaggio del meccanismo sfruttatore/sfruttato. Ho smesso di preoccuparmi di queste cavolate quando la sopravvivenza è diventata il primo problema.

D'altronde ho studiato Marx e Keynes all'università.

Nessun commento:

Posta un commento